Vai al contenuto
News Ragazzi di spalle usano smartphone davanti alla bandiera dell'Unione Europea e a una mappa d'Europa
Software & AI

Social e minori: cosa propone l’UE

Von der Leyen ha sposato la stretta sui social sotto i 13 anni, ma non è una legge. E c'è già un'app UE col passaporto per l'età. Cosa c'è davvero.

2 min di lettura 6 lettori Immagine generata con AI
In breve
Il 13 luglio von der Leyen ha sposato la raccomandazione di un gruppo di esperti, limitare l'accesso ai social sotto i 13 anni salvo supervisione di un adulto.
Non è una legge, la Commissione presenterà una proposta dopo l'estate e servirebbero il Parlamento europeo e i 27 Stati membri.
A novembre 2025 il Parlamento europeo aveva chiesto un'età minima di 16 anni, con accesso ai 13-16enni solo col consenso dei genitori.
Con la nuova linea, l'onere di dimostrare che le piattaforme sono sicure passerebbe alle aziende.

Il 13 luglio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sposato la raccomandazione di un gruppo di esperti sulla sicurezza online dei minori. In sostanza, limitare l’accesso ai social sotto i 13 anni, consentendolo solo in forma supervisionata da un adulto.

Prima di allarmarsi conviene guardare cosa è successo davvero, perché la notizia, rimbalzando da un sito all’altro, si è allargata. Per ora resta una raccomandazione, e la Commissione presenterà un testo vero e proprio dopo l’estate. Perché diventi legge servirebbero poi il via libera del Parlamento europeo e dei 27 Stati membri.

Gli esperti ragionano per fasce d’età. Per chi ha meno di 13 anni l’accesso resterebbe possibile solo se supervisionato, mentre dai 13 in su sarebbe graduale e ammesso soltanto sulle piattaforme che dimostrino di essere sicure e adatte all’età dei ragazzi. La svolta però è un’altra, perché a dover dimostrare quella sicurezza sarebbero le aziende e non più genitori o regolatori.

La confusione più grossa, secondo me, nasce da un altro numero, arrivato prima. A novembre 2025 il Parlamento europeo aveva votato un testo non vincolante che chiedeva un’età minima di 16 anni per social, piattaforme di video e “compagni” AI, con accesso ai 13-16enni solo col consenso dei genitori. Quel voto passò con 483 favorevoli, 92 contrari e 86 astenuti. Per questo circolano due numeri, 16 e 13, arrivati in momenti diversi dal Parlamento e dalla Commissione.

Resta da capire come un limite così si farebbe rispettare, e qui c’è una cosa già pronta, distinta da questa proposta. L’UE ha messo a punto una propria app per la verifica dell’età, che si configura con il passaporto o la carta d’identità e dovrebbe permettere di dimostrare quanti anni hai senza rivelare chi sei. È attesa entro fine 2026 e serve proprio a rendere più difficile aggirare i controlli, oggi ancora troppo facili da saltare.

Per chi legge dall’Italia, la sintesi che mi sento di dare è che oggi non scatta nessun obbligo. La cosa da tenere d’occhio è la proposta della Commissione dopo l’estate, perché è lì che si capirà quale delle due età prende forma e con quali regole per le piattaforme.

Cosa cambia per te

Oggi non cambia niente, nessun divieto è in vigore e i social restano accessibili come prima. Quella di von der Leyen è un indirizzo politico, e una stretta vera arriverebbe solo se e quando la Commissione la trasformerà in legge, con il primo testo atteso dopo l'estate. Se hai figli sotto i 13 anni, per ora non è cambiato nulla per loro, e sarà quel testo a dire se e cosa cambierà davvero.

Vedi tutti gli articoli →
Il lato divertente della tech