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TIM WiFi Priority: la corsia preferenziale a 5 euro al mese

WiFi Priority di TIM costa 5 euro al mese più 10 di attivazione e promette priorità al traffico in download. Nell'offerta non c'è un valore misurabile.

4 min di lettura 5 lettori TIM
In breve
WiFi Priority è l'opzione con cui TIM dice di marcare come prioritario il traffico in download della rete fissa, a listino 5 euro al mese più 10 euro di attivazione.
Nelle sezioni che descrivono l'offerta non compare alcun valore misurabile di prestazione, gli unici numeri sono i due prezzi.
Serve una linea fissa TIM su rete Fibercop in tecnologia FTTH, FTTC o FTTE, e il servizio si cessa in qualunque momento senza vincoli di permanenza.
Attenzione al cambio offerta, perché se la nuova offerta TIM è tra quelle compatibili il servizio prosegue e il canone con lui, finché non chiedi tu di fermarlo.

Sulla rete fissa TIM è comparsa una nuova opzione a pagamento, si chiama WiFi Priority e a listino costa 5 euro al mese più 10 euro di attivazione. Sono andato a leggere la pagina ufficiale per capire cosa si compra con quella cifra, e nelle sezioni dell’offerta non c’è un numero che dica di quanto migliora la connessione.

TIM mette sul piatto tre cose. La prima riguarda i dati che scendono verso casa tua, il traffico in download, marcato come prioritario nella gestione delle code. La seconda è un instradamento su percorsi che TIM definisce ottimizzati, per migliorare latenza e jitter, il tempo che un dato impiega ad arrivare e quanto quel tempo varia. La terza è l’assistenza telefonica prioritaria al 187.

Sul meccanismo la pagina è più precisa. Il servizio si appoggia al Segment Routing, un modo di decidere dentro la rete che strada far seguire ai pacchetti di dati. Sotto c’è anche una differenziazione della classe di servizio in discesa, l’etichetta che dice alla rete chi passa prima quando c’è fila.

Il risultato promesso resta invece qualitativo, una connessione «stabile, fluida e costante» con latenza e jitter «ottimizzati». In tutta l’offerta non compare un valore misurabile, nessun millisecondo, nessun Mbps, nessuna percentuale di miglioramento, nessuna soglia minima garantita. Gli unici numeri sono i due prezzi e il 187.

La fibra condivisa e il senso della priorità

Serve però sapere com’è fatta la fibra che arriva in casa. Nella rete GPON dalla centrale parte una sola fibra che uno splitter passivo, un componente che divide il segnale senza corrente, apre a ventaglio verso un gruppo di abitazioni. Lo standard ITU-T G.984 prevede un rapporto tipico di una fibra ogni 64 abitazioni e circa 2,5 gigabit al secondo nominali in discesa, condivisi tra tutti quelli che stanno sullo stesso ramo.

La fibra del palazzo, in pratica, è una strada che dividi con i vicini. Né la priorità in download né l’instradamento su percorsi ottimizzati allargano quella strada, agiscono su come il traffico viene messo in fila e su quale percorso prende. Quando il ramo è scarico non c’è nessuna fila da scavalcare.

Su internet la parola priorità porta subito alla neutralità della rete, e il confine lo fissa il regolamento europeo del 2015. Chiede agli operatori di trattare tutto il traffico allo stesso modo, e insieme ammette servizi ottimizzati per contenuti o applicazioni specifiche, a patto che la capacità della rete basti e che la qualità generale dell’accesso a internet non peggiori per nessuno. Li prevede, quindi, non li vieta.

Su questo TIM ha mandato una precisazione a DDay, la testata italiana che ha sollevato il caso, dove chiama WiFi Priority un’opzione commerciale aggiuntiva che agisce su parametri tecnici «nel rispetto del quadro regolatorio vigente». Nella stessa nota scrive che «chi decide di non attivarlo continua a utilizzare la rete esattamente come prima», che è poi la promessa su cui deve contare chi quei 5 euro non li spende.

Le condizioni che contano prima di attivarlo

Per attivarlo serve una linea fissa TIM su rete Fibercop, il nome della rete di accesso su cui viaggia la linea. La tecnologia può essere FTTH, FTTC o FTTE, e va bene anche se quella linea la sottoscrivi adesso. Vale sia quando la fibra entra in casa sia quando si ferma per strada o all’ingresso del palazzo e l’ultimo tratto lo percorre il rame.

Puoi cessarlo in qualunque momento senza vincoli di permanenza, e chi disdice a metà mese paga il canone fino al giorno della cessazione. Il cambio offerta pesa di più, perché lì WiFi Priority non si ferma da solo. Se la nuova offerta TIM è tra quelle compatibili il servizio prosegue com’era. Quei 5 euro, quindi, continuano a scorrere finché non chiedi tu di fermarli.

Se hai la fibra TIM e stai valutando quei 5 euro al mese, per come la vedo io oggi compri una promessa qualitativa, senza un parametro con cui verificare se viene mantenuta. Il modo per farsi un’idea è misurare la tua linea prima, nelle ore in cui ti dà problemi, e rifare la prova dopo l’attivazione, mettendo in conto che disdire si può in qualunque momento ma i 10 euro dell’attivazione non tornano indietro.

Cosa cambia per te

Se hai la fibra TIM e non attivi niente, TIM scrive che continui a usare la rete come prima. Se invece pensi di attivarlo, quello che compri è un miglioramento dichiarato senza numeri, quindi l'unico modo per giudicarlo è misurare la tua linea prima e dopo. Il passaggio da ricordare è il cambio offerta, perché il canone prosegue da solo finché non chiedi la cessazione.

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