Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti industriali
Apple fa causa a OpenAI e a due dipendenti ex Apple per presunti segreti hardware, mentre l'azienda prepara quello che sarebbe lo speaker firmato Jony Ive.
Apple fa causa a OpenAI e a due dipendenti ex Apple per presunti segreti hardware, mentre l'azienda prepara quello che sarebbe lo speaker firmato Jony Ive.
Apple ha fatto causa a OpenAI il 10 luglio, depositando una denuncia contro l’azienda di ChatGPT e due suoi dipendenti, Tang Tan e Chang Liu, entrambi arrivati proprio da Apple, con l’accusa di aver sottratto informazioni riservate sull’hardware. Tutta la corsa di OpenAI ai dispositivi fisici poggia su talento ex Apple, a partire dal designer che ha fatto la storia dei suoi prodotti.
Secondo la denuncia, ripresa da MacRumors, ad alcuni candidati Apple, in colloquio con OpenAI, sarebbe stato chiesto di presentarsi preparati su dispositivi non ancora usciti, componenti e rapporti con i fornitori. Apple chiede anche un’ingiunzione, uno stop deciso da un giudice, e non solo un risarcimento in denaro. Il denaro guarda al passato, l’ingiunzione al futuro, perché può bloccare il business hardware di OpenAI prima ancora che decolli.
OpenAI respinge le accuse. Il portavoce Drew Pusateri ha dichiarato «We have no interest in other companies’ trade secrets», non abbiamo alcun interesse per i segreti industriali altrui (trad. nostra), e l’azienda ha aggiunto di non essere a conoscenza di alcuna prova che dia fondamento alla denuncia. Chi abbia ragione lo stabilirà un tribunale, non tocca a noi deciderlo.
Il tempismo, però, aiuta a capire perché Apple ci tenga tanto. La causa arriva mentre OpenAI prepara il suo primo oggetto fisico, che secondo un report di Bloomberg sarebbe un altoparlante da tenere in casa, senza schermo, pensato come una versione fisica di ChatGPT con cui parlare. A disegnarlo c’è Jony Ive, l’uomo dietro il design di mezzo catalogo Apple, entrato in OpenAI dopo che l’azienda ha comprato la sua società io Products per circa 6,5 miliardi di dollari.
Per chi guarda da qui, la posta in gioco è semplice. Se quell’ingiunzione passasse, il primo dispositivo di OpenAI, atteso non prima del 2027, potrebbe slittare ancora o cambiare forma. Il resto, chi ha copiato cosa, è una partita che si gioca in aula.
L'ingiunzione chiesta da Apple potrebbe bloccare o ritardare il business hardware di OpenAI. Il suo primo dispositivo, quello che sarebbe lo speaker atteso non prima del 2027, potrebbe uscire ancora più tardi o non essere più lo stesso. Se aspettavi ChatGPT sotto forma di oggetto per casa, questa causa è il motivo per cui potrebbe farsi attendere.
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