Snap Specs: la realtà aumentata tutta dentro gli occhiali
Snap presenta gli Specs, occhiali AR con il computer nella montatura: da 132 grammi, 51° di visuale, preordine a 2.195 dollari. In Italia, per ora, no.
Snap presenta gli Specs, occhiali AR con il computer nella montatura: da 132 grammi, 51° di visuale, preordine a 2.195 dollari. In Italia, per ora, no.
Gli Snap Specs sono occhiali a realtà aumentata con il computer chiuso nella montatura, senza unità esterna né cavo. La scheda ufficiale dà 132 grammi nella taglia piccola e uno schermo con 51 gradi di campo visivo, che secondo la prova di Engadget si comanda con le mani. Negli Stati Uniti si preordinano a 2.195 dollari con una caparra rimborsabile di 200 dollari, e Snap parla di un'autonomia fino a quattro ore. Per come la vedo io la promessa tecnica convince, ma il conto è alto, e per chi legge dall'Italia pesa ancora di più che i preordini siano aperti solo in Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Per l'Italia non c'è né una data né un no.
Il computer degli Snap Specs sta dentro la montatura, senza un’unità esterna da tenere in tasca né un cavo lungo il collo. Snap, l’azienda di Snapchat, li ha presentati come occhiali a realtà aumentata in un keynote che Engadget ha seguito in diretta il 16 settembre. La realtà aumentata è quella tecnologia che sovrappone immagini e testo a quello che hai davvero davanti.
La montatura è in TR90, un polimero che Snap descrive come leggero e resistente, e arriva in due taglie, 47 e 52 millimetri, con i naselli intercambiabili per adattarla al viso. La scheda ufficiale dichiara 132 grammi nella taglia piccola e 136 in quella grande, e secondo la prova di Engadget pesano quasi il doppio degli occhiali con schermo di Meta.
Davanti agli occhi c’è uno schermo con un campo visivo di 51 gradi, che Snap paragona a un cinema da 115 pollici visto da una decina di piedi, circa tre metri se convertiamo. Il campo visivo è la porzione di quello che vedi occupata dall’immagine, e più è largo meno la finestra virtuale sembra un francobollo. La scheda non dice né la risoluzione né la luminosità. I processori, secondo Engadget, sono Qualcomm e sono inseriti nelle aste, ma né Snap né Engadget dicono quale modello.
Sei microfoni su un paio di occhiali, e Snap li mette in scheda con una sigla, MEMS ad alto rapporto segnale-rumore. MEMS è il nome dei microfoni miniaturizzati costruiti come un chip, gli stessi montati nei telefoni, e un rapporto segnale-rumore alto vuol dire che il microfono aggiunge pochissimo fruscio di fondo, così anche chi parla a bassa voce arriva nitido. Snap non spiega a cosa servano tutti e sei, e in un prodotto che promette di sottotitolare chi ti parla è la prima cosa che vorrei sapere.
Gli altoparlanti sono stereo e fatti su misura, il suono esce dagli occhiali e non ti servono auricolari. La scheda però non dice quanto si sentano bene in strada, né quanto li senta il vicino di posto in metro.
Le fotocamere qui non servono solo a scattare. Secondo la prova di Engadget sono due, e sono quelle che leggono le tue mani per comandare l’interfaccia, quindi lavorano anche quando non stai fotografando niente. Di risoluzione, apertura e qualità video la scheda ufficiale non dice nulla, e in una scheda tecnica pubblicata insieme al preordine è un’assenza che si fa sentire.
Quello che Snap dice con più chiarezza riguarda chi ti sta davanti. Secondo l’azienda, gli occhiali non riconoscono le persone dal volto. Non restano nemmeno sempre in registrazione, e non salvano di continuo audio, video o foto. Quando scatti o registri, al centro della montatura si accende o lampeggia una luce che chi ti guarda può vedere. Sono impegni scritti da Snap, e per un oggetto che ti porti sul viso a cena o in metro sono la riga che leggerei per prima.
È qui che gli Snap Specs devono guadagnarsi il prezzo, perché il peso, lo schermo e i microfoni servono a una cosa sola, mettere informazioni davanti agli occhi mentre fai altro. Snap ha diviso l’annuncio in due, le funzioni che girano sugli occhiali e un servizio di intelligenza artificiale, SPECS Intelligence, che parte da iPhone e Mac prima ancora che dalla montatura. La prima parte si capisce subito, la seconda per ora è fatta più di regole che di esempi.
La funzione che sulla carta mi convince di più è la traduzione. Mentre qualcuno ti parla, gli occhiali seguono la sua voce e ti fanno leggere i sottotitoli tradotti nella lingua che scegli, tra le 60 lingue annunciate da Snap, quindi la persona che hai davanti continua a guardarti invece di aspettare che tu legga il telefono. Nella prova di Engadget la demo ha sottotitolato in inglese una persona che parlava italiano, quindi l’italiano è tra le lingue che gli occhiali capiscono.
C’è la navigazione a piedi con le indicazioni davanti agli occhi, e un browser che riproduce YouTube e HBO Max, con una modalità viaggio, Travel Mode, che tiene ferma l’immagine anche su un treno o in aereo, così una puntata sul regionale la guardi senza che lo schermo si sposti a ogni curva. Tra i contenuti dei partner ci sono gli oggetti in vendita nei negozi online che usano Shopify, da guardare in tre dimensioni come se li avessi davanti, un’esperienza legata alla serie HBO di Harry Potter in arrivo a Natale e gli allenamenti con NBA e WNBA.
Snap lo definisce un servizio di intelligenza artificiale anticipatorio, un assistente che dovrebbe muoversi prima che tu glielo chieda, e l’annuncio è preciso su dove gira e su chi lo può provare. Funziona su iPhone, su Mac e sugli occhiali, ma parte negli Stati Uniti, dove i maggiorenni possono scaricare l’app SPECS per iOS e provare l’anteprima, mentre la versione per Mac è un accesso anticipato a invito. Per l’Europa, per ora, non c’è una data.
Le promesse più chiare sono sui dati. Secondo Snap, quello che l’assistente vede negli account che gli colleghi non viene usato per allenare i suoi modelli né per sceglierti la pubblicità, e prima di mandare un messaggio o di cambiare qualcosa al posto tuo aspetta che tu dica di sì. Sono impegni dell’azienda, e l’ultimo vuol dire che l’assistente può proporti una mossa ma il tasto lo premi tu.
Snap dichiara per gli Specs un’autonomia fino a quattro ore in uso misto, un dato che riporta Engadget e che nella scheda tecnica ufficiale non trovi. Quattro ore sono una mattinata di lavoro o un pomeriggio in giro, non una giornata intera, e vuol dire che la ricarica fa parte dell’oggetto quanto le lenti. Secondo me è il limite più concreto di questi occhiali.
Se prendi la custodia con connessione cellulare, nel pacchetto con gli occhiali o da sola a un prezzo che il comunicato non indica, hai quattro ricariche in più e la giornata la fai a tappe, con la custodia in borsa. L’annuncio non dice i tempi di ricarica, la capacità della batteria né cosa succede alle quattro ore con lo schermo acceso di continuo, e sono i tre numeri che dicono se questi occhiali si portano davvero fuori casa o restano sulla scrivania.
Gli Specs esistono in due versioni, solo Wi-Fi oppure Wi-Fi più cellulare, e la seconda la ottieni con la custodia, che oltre alle quattro ricariche porta una connessione dati propria, come quella del telefono, anche dove il Wi-Fi non c’è. Da soli, invece, gli occhiali si collegano al Wi-Fi.
I piani dati passano dagli operatori, Verizon negli Stati Uniti, Orange in Francia ed EE nel Regno Unito. Con Verizon si parte da 10 dollari al mese per chi è già cliente e da 20 per chi non lo è, e Verizon propone anche un pagamento a rate in 36 mesi, mentre per Orange ed EE i prezzi devono ancora arrivare. Tra i partner non c’è un operatore italiano, e non sorprende, visto che dall’Italia gli occhiali non si possono nemmeno preordinare.
L’app SPECS, quella da cui si prova l’anteprima di SPECS Intelligence, esiste per iOS, e le fonti ufficiali non parlano di una versione Android. Vale anche per la prova virtuale della montatura sul sito, che chiede un iPhone XS o più recente per dirti quale delle due taglie ti sta.
Il prezzo degli Snap Specs è da computer nuovo, 2.195 dollari al preordine negli Stati Uniti per la versione Wi-Fi e 2.395 nel pacchetto con la custodia cellulare, numeri del comunicato ufficiale. Al preordine versi una caparra rimborsabile di 200 dollari, e sul suo peso la FAQ ufficiale è chiara: «la caparra non è una conferma d’ordine», traduzione nostra.
Il resto lo paghi dopo, quando ti chiedono di completare l’ordine, con le spedizioni previste più avanti in autunno, e nel carrello puoi metterne fino a cinque paia. Il reso è entro 14 giorni dalla consegna e la garanzia limitata è di un anno, secondo le condizioni pubblicate per i tre Paesi in preordine.
I preordini sono aperti solo negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia, e le spedizioni sono previste negli stessi tre Paesi. Dall’Italia il sito ufficiale non mostra il carrello, e la FAQ spiega che se non lo vedi gli occhiali non sono in preordine nel tuo Paese e ti invita a iscriverti alla lista d’attesa. Nessuna data per gli altri Paesi, e nemmeno un no.
Nel codice della pagina ufficiale, accanto ai prezzi in dollari e in sterline, compare anche un listino in euro, 2.295 euro per la versione Wi-Fi e 2.495 con la custodia, ma nessuna pagina lo mostra e nessuna fonte lo lega a un Paese, quindi per ora resta un numero nel codice, senza un Paese associato.
Snap dice di lavorarci da più di dieci anni, e la generazione precedente, la quinta, era riservata agli sviluppatori secondo Engadget. Chi vuole vederli dal vivo può farlo dal 1° ottobre al Westfield Century City di Los Angeles, mentre per i negozi Verizon che li faranno provare Snap non dà ancora una data.
Se vivi in uno dei tre Paesi e uno schermo davanti agli occhi che non dipende da un’unità esterna in tasca ti serve davvero, il preordine con caparra rimborsabile è un modo poco rischioso per tenere il posto. Se leggi dall’Italia, la cosa più utile che puoi fare oggi è la lista d’attesa, e il giudizio vero lo rimando a quando qualcuno potrà tenerli sul naso più a lungo dei venti minuti di Engadget.
Se ti serve uno schermo davanti agli occhi per lavoro o per studio e lo vuoi senza un'unità esterna in tasca né un cavo lungo il collo.
Se parli spesso con persone di altri Paesi e leggere i sottotitoli davanti agli occhi, in una delle 60 lingue dichiarate, ti toglie il telefono di mano. L'italiano, per ora, non è confermato tra le lingue dei sottotitoli.
Se vivi in Francia, nel Regno Unito o negli Stati Uniti, dove costano 2.195 dollari, e per un paio di occhiali sei pronto a spendere quanto per un computer nuovo.
Se compri dall'Italia e vuoi qualcosa da mettere sul naso quest'anno, per ora non c'è né un carrello né una data.
Se li vuoi addosso dalla mattina alla sera, l'autonomia fino a quattro ore di cui parla Snap copre una mattinata.
Se prima di spendere devi sapere che chip c'è dentro, quanta memoria e che risoluzione ha lo schermo, l'annuncio non lo dice.