Pixel Watch 5 ufficiale: le nuove funzioni salute in autunno
Pixel Watch 5 è ufficiale: Google annuncia il rilevamento delle emergenze respiratorie, prezzo da 419 euro. Le funzioni salute arriveranno in autunno.
Pixel Watch 5 è ufficiale: Google annuncia il rilevamento delle emergenze respiratorie, prezzo da 419 euro. Le funzioni salute arriveranno in autunno.
Il Pixel Watch 5 arriva con l'hardware pronto e con la sua funzione più importante ancora per strada. Il rilevamento delle emergenze respiratorie è la novità vera, Google lo dà già attivo su Pixel Watch 4 e 5 in diversi paesi europei, ne elenca dieci e l'Italia non è fra quelli. Sullo store italiano la stessa funzione è marcata in arrivo nell'autunno del 2026. Le tendenze di pressione sanguigna e insulino-resistenza sono annunciate e non ancora disponibili, e nelle note Google avverte che non sono strumenti per fare diagnosi. Il resto è un aggiornamento solido, chip più veloce, 3.000 nit dichiarati sul display e fino a 40 ore di autonomia sulla cassa da 45 millimetri. Al lancio parte da 419 euro, e per come la vedo io oggi si paga soprattutto quello che c'è già, con il resto messo in calendario per l'autunno.
Google ha presentato il Pixel Watch 5 il 12 agosto insieme al resto della famiglia Pixel, e lo dà in vendita dal 20 agosto. La novità che l’azienda ha messo davanti a tutte le altre riguarda la salute, un algoritmo che riconosce un’emergenza respiratoria e, se non rispondi, fa partire da solo una chiamata ai soccorsi. È anche però la novità che in Italia dobbiamo aspettare, e chi compra adesso porta a casa l’orologio senza.
Le taglie sono due, 41 e 45 millimetri, e la scelta tra le due pesa più di quanto sembri, perché cambiano anche autonomia e prezzo. Sul configuratore italiano Google indica la circonferenza del polso per cui ciascuna è pensata, da 130 a 210 millimetri per la piccola e da 150 a 215 per la grande. I colori nuovi sono tre, Fog, Canyon e Olive, con scocca Pyrite, e Canyon è riservato alla cassa da 41 millimetri.
La resistenza all’acqua è dichiarata fino a 50 metri, cinque atmosfere, la soglia entro cui rientrano la doccia e la piscina. Sulla riparabilità invece Google rivendica un’architettura ai vertici del settore, che è una frase senza un numero dietro. Non c’è un punteggio, non c’è un ente terzo che l’abbia verificata, e finché non arrivano resta una dichiarazione dell’azienda su sé stessa.
Lo schermo si chiama Actua 360, è bombato sui bordi e Google dichiara 3.000 nit di luminosità, la misura di quanta luce emette il pannello. È il numero che decide se leggi l’ora sotto il sole d’agosto senza farti ombra con la mano, o se devi girare il polso e riprovare. Nelle informazioni disponibili non è scritto se sia un picco di pochi istanti o la luminosità che il pannello tiene a lungo, e per un oggetto che si guarda due secondi alla volta la differenza pesa.
E quei 3.000 nit restano l’unico numero che riguarda il pannello. Quanto sia grande lo schermo, con che frequenza si aggiorna e se tenga l’ora sempre accesa, cioè l’always-on display, sono tre dati che nelle fonti disponibili non ci sono, ed è parecchio da non sapere su uno smartwatch.
La salute è il motivo per cui il Pixel Watch 5 ha fatto notizia. Sotto il nome Health Guardian Google ha annunciato quattro funzioni, una sola è già attiva e soltanto in alcuni paesi, le altre tre sono date in arrivo. E nelle note ufficiali, quelle in fondo che quasi nessuno apre, l’azienda mette per iscritto tutto quello che queste funzioni non sono.
La funzione si attiva a mano, è una scelta che devi fare tu. Poi un algoritmo incrocia i segnali di frequenza cardiaca, movimento e altitudine per riconoscere un calo persistente e critico dell’ossigeno nel sangue, il tipo di caduta che Google associa a una polmonite grave, a un soffocamento o a un’overdose accidentale da farmaci. Per non suonare a vuoto guarda anche il contesto, che tu sia fermo, che non ci siano rapidi cambi di quota e che tu non stia dormendo da più di mezz’ora.
Quando la soglia scatta si va per gradini. Prima una vibrazione forte e una notifica a tutto schermo, poi, se non la chiudi, un allarme sonoro e un conto alla rovescia di 30 secondi. Se non rispondi nemmeno lì, il telefono collegato o l’orologio LTE chiamano i servizi di emergenza, un messaggio vocale automatico avvisa l’operatore e trasmette la posizione, e partono gli avvisi ai contatti che hai configurato. Google dichiara di averla costruita con internisti, cardiologi, anestesisti e medici d’emergenza, provandola in laboratorio con volontari sotto controllo medico.
Le altre tre funzioni sono le tendenze della pressione sanguigna, quelle dell’insulino-resistenza, quando il corpo risponde meno bene all’insulina, e la qualità respiratoria del sonno. Nessuna delle tre è una misura istantanea. L’orologio raccoglie i dati per settimane e l’app restituisce un riepilogo mensile, con il primo quadro dettagliato che secondo Google arriva dopo un mese di utilizzo.
Il passaggio che pesa di più, però, sta nelle note. Google le dichiara «destinate a scopi di benessere generale e informativi, non a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna condizione medica» (traduzione nostra dall’originale inglese), e scrive che non sostituiscono il parere di un professionista. E la lista continua. Niente pre-screening, cioè nessun primo setaccio per diabete, ipertensione o apnee del sonno, nessuna lettura clinica in tempo reale, nessun uso per modificare farmaci o piani di cura, e non sono pensate per chi è in gravidanza.
Google dichiara il rilevamento delle emergenze respiratorie già disponibile su Pixel Watch 4 e 5 in diversi paesi europei, e ne elenca dieci, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Svizzera e Regno Unito. L’Italia in quell’elenco non c’è, e non ci sono nemmeno gli Stati Uniti. Google però dichiara l’elenco aperto, quindi quello che si può dire è che l’Italia non compare tra i paesi pubblicati.
Il bollino, in Europa, è la marcatura CE, mentre negli Stati Uniti l’azienda scrive che il prodotto non è stato autorizzato né valutato dalla FDA. Android Authority aggiunge che la disponibilità dipende anche da quanto i servizi di emergenza locali sono attrezzati a riceverla, ed è una spiegazione plausibile del perimetro, per quanto resti una loro lettura.
Una risposta più precisa arriva dallo store italiano, dove la funzione porta il suo nome tradotto, Rilevamento emergenze respiratorie, e l’etichetta «In arrivo nell’autunno del 2026». È lo stesso autunno che Engadget indica per le tendenze di pressione e insulino-resistenza, in arrivo su Pixel Watch 3, 4 e 5 e sul Fitbit Air. E il link ufficiale che Google indica per i dettagli, oggi, porta a una pagina su un’altra funzione di un altro orologio.
Le tendenze dell’insulino-resistenza sono presentate come un risultato ottenuto senza una sola goccia di sangue, e lo studio che le sostiene esiste davvero. È stato pubblicato su Nature a marzo 2026, si chiama WEAR-ME, è nato con Quest Diagnostics e ha coinvolto 1.165 partecipanti, con i dati degli indossabili incrociati con gli esami del sangue.
La qualità della previsione si misura con un indice che vale 0,5 quando il modello tira a indovinare e 1 quando non sbaglia mai. Lo studio confronta due versioni. Quella che incrocia i dati dell’orologio con gli esami del sangue arriva a 0,80, quella che usa solo l’orologio si ferma a 0,75. Quindi Google non dice il falso, la versione senza sangue esiste davvero. È però la più debole dello studio, e il controllo è stato fatto su 72 persone.
Il motore è un Qualcomm Snapdragon W5 Gen 2 Accelerated con architettura a doppio chip, e il numero più grosso che Google mette sul piatto è un 50% di RAM in più rispetto al Pixel Watch 4. Sulla velocità le cifre dichiarate sono più contenute, un 12% sulla CPU e un 20% complessivo. Su un orologio guadagni come questi si notano nella reattività, nel tempo che passa tra il momento in cui alzi il polso e quello in cui lo schermo risponde.
Le funzioni di Health Guardian arriveranno nell’app Google Health, che è dove compariranno i riepiloghi mensili. La configurazione resta un lavoro tuo, l’attivazione del rilevamento delle emergenze è volontaria e i contatti da avvisare li scegli tu, il che secondo me è giusto così, vista la catena di cose che quella funzione può mettere in moto quando parte.
L’autonomia dichiarata del Pixel Watch 5 è di 30 ore sulla cassa da 41 millimetri e di 40 su quella da 45, con ricarica rapida. Vanno letti per quello che sono, due massimi dichiarati dal produttore, e in pratica dicono che la ricarica entra nella routine di ogni giorno, la sera mentre ti lavi i denti o la mattina mentre fai colazione.
La differenza tra le due taglie qui diventa concreta, perché dieci ore in più sono la distanza tra togliersi l’orologio per la notte e tenerlo al polso fino al mattino dopo. Quanto ci metta a ricaricarsi, invece, nelle informazioni disponibili non c’è, ed è il primo numero che chiederei.
Le versioni sono due anche qui. Quella base si appoggia al telefono via Bluetooth e Wi-Fi, quella con 4G LTE ha una sua connessione dati e costa 100 euro in più sulla cassa da 41 millimetri. La chiamata d’emergenza parte dal telefono collegato oppure dall’orologio LTE, e se il telefono è rimasto in un’altra stanza resta solo la seconda strada.
Sul GPS Google rivendica il tracciamento più preciso di sempre, con una precisione doppia rispetto alle generazioni precedenti negli ambienti difficili, ottenuta modellando in 3D gli edifici con la tecnologia di Maps e correggendo le letture satellitari con una rete globale di stazioni meteo. Detta così è la novità che più mi interessa provare, perché è quella che cambia qualcosa quando cammini tra i palazzi stretti del centro.
L’azienda dichiara anche di superare Apple Watch Ultra 3 e Garmin Fenix 8 Pro, e questa è la riga che conviene leggere fino in fondo. Il confronto viene da uno studio interno, condotto a luglio su dispositivi di pre-produzione, in buone condizioni di rete e su sessioni di tre ore o meno. Con quelle premesse resta una dichiarazione del produttore, lontana da un confronto indipendente.
In Italia il prezzo del Pixel Watch 5 parte da 419 euro al lancio per la cassa da 41 millimetri e da 449 per quella da 45, mentre la versione LTE della 41 sale a 519. Il prezzo della 45 in LTE non è esposto sul configuratore e non me lo invento, così come non esiste ancora un prezzo italiano per la Stephen Curry Special Edition, che negli Stati Uniti Google annuncia a 579 dollari sugli scaffali dal 3 settembre.
Sulla pagina italiana ci sono due leve che spostano il conto. La permuta di uno smartwatch idoneo vale fino a 295 euro di rimborso, con 50 euro di buono extra inclusi, e comprandolo insieme al Pixel 11 si arriva a 90 euro di sconto, con la promozione data in scadenza il primo settembre. C’è anche il pagamento a rate, 34,92 euro al mese per dodici mesi. La data di uscita italiana, invece, sulla pagina non compare, e il 20 agosto è la data di vendita dichiarata nel post globale.
Lo sconto scade a inizio settembre, mentre la funzione che ha fatto parlare di questo orologio è annunciata per l’autunno. Se ti serve un orologio Android adesso, con un GPS che sulla carta promette bene e un’autonomia da un giorno abbondante, il conto torna già oggi. Se invece lo stai guardando per le tendenze di pressione e insulino-resistenza, stai pagando in agosto una cosa che arriva in autunno, e aspettare ti costa soltanto lo sconto.
Se ti alleni all'aperto in città e ti interessa la precisione del percorso, che Google dichiara doppia rispetto alle generazioni precedenti negli ambienti difficili.
Se hai il polso sottile e le casse grandi ti ballano, perché la 41 millimetri parte da 130 millimetri di circonferenza.
Se vuoi che l'orologio possa chiamare da solo anche col telefono in un'altra stanza, e i 100 euro in più che l'LTE costa sulla 41 millimetri non ti spaventano.
Se lo compri per le tendenze di pressione e insulino-resistenza, che Google dà in arrivo e non disponibili al lancio.
Se ti aspetti uno strumento che ti dica se hai il diabete o la pressione alta, perché l'azienda dichiara il contrario.
Se hai una patologia respiratoria con saturazione cronicamente bassa, sei in gravidanza o convivi con scompenso cardiaco, BPCO o anemia falciforme, perché Google esclude questi casi dal rilevamento.