iPhone 18 Pro e Pro Max
iPhone 18 Pro e Pro Max: apertura variabile, fino a 29 ore dichiarate sul Pro Max e rincari da 150 euro. Cosa dice Apple e cosa misurano le testate.
iPhone 18 Pro e Pro Max: apertura variabile, fino a 29 ore dichiarate sul Pro Max e rincari da 150 euro. Cosa dice Apple e cosa misurano le testate.
iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono un aggiornamento di affinamento con tre novità concrete, l'apertura variabile sulla fotocamera principale, più autonomia e un sistema di raffreddamento più ampio. Apple dichiara fino a 23 ore di utilizzo tipico per il 18 Pro e fino a 29 per il Pro Max, e le prove delle testate confermano un miglioramento, che nel test di laboratorio di Tom's Guide resta più piccolo di quanto fanno pensare i dati di Apple. Sull'apertura variabile le recensioni sono tiepide, perché nelle foto di tutti i giorni la differenza si vede poco. Il limite principale è il prezzo, che al lancio parte da 1.489 e da 1.639 euro, 150 in più dei 17 Pro sul taglio base e fino a 650 in più sul Pro Max da 2 TB. Io non li ho provati, quindi questo giudizio si basa sui dati dichiarati da Apple e sulle prove di chi li ha avuti in mano. Per le recensioni che ho letto il cambio ha senso soprattutto se arrivi da un iPhone 14 Pro o da un modello precedente.
iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono nei negozi italiani da venerdì 18 settembre, e più di una recensione li racconta come un anno di affinamento, tanto che per GSMArena il modello grande si sarebbe potuto chiamare «17S Pro Max».
La scocca è un pezzo unico di alluminio, che Apple chiama design unibody, con il vetro Ceramic Shield 2 davanti e il Ceramic Shield dietro. Lo spessore è lo stesso sui due modelli, 8,75 millimetri. La differenza che si nota a colpo d’occhio è sul retro, dove il vetro ora ha lo stesso colore dell’alluminio mentre sul 17 Pro era a due toni. I colori sono quattro: nero, argento, ghiacciaio e il nuovo borgogna.
Il numero da guardare bene è il peso, 211 grammi per iPhone 18 Pro e 249 grammi per il Pro Max, 16 in più del 17 Pro Max. GSMArena lo definisce il più pesante tra i Pro Max e fa notare che pesa appena 6 grammi meno del pieghevole iPhone Duo.
La resistenza all’acqua è certificata IP68, che nelle specifiche Apple significa fino a 6 metri di profondità per 30 minuti, ed è la stessa del 17 Pro. C’è però una riga delle note che conviene conoscere prima di portarlo in piscina, perché Apple scrive che i danni da liquidi non sono coperti dalla sua garanzia limitata di un anno, e aggiunge che potrebbero esserlo dalla garanzia legale di conformità.
Sullo schermo la novità che si vede è la Dynamic Island più piccola, l’area nera in alto che ospita la fotocamera frontale e che iOS usa per mostrare timer, musica o indicazioni stradali mentre fai altro. Apple non dà una misura, 9to5Mac stima circa il 25% in meno. Sempre Apple dichiara che ora può mostrare fino a tre attività in tempo reale insieme, quindi per esempio il timer della pasta, la canzone che stai ascoltando e il percorso del navigatore, tutti e tre visibili.
Per rimpicciolirla Apple ha spostato sotto lo schermo la fotocamera a infrarossi del Face ID, il riconoscimento del volto che sblocca il telefono, e l’ha posizionata verso il bordo sinistro. In alcune situazioni, per esempio sotto il sole forte, il sensore sotto il display si intravede.
Le dimensioni del pannello sono 6,3 pollici sul 18 Pro e 6,9 pollici sul Pro Max, le stesse diagonali del 17 Pro. Entrambi sono OLED con la stessa densità di 460 pixel per pollice, quindi la nitidezza è identica e l’unica differenza è la grandezza dello schermo. Il ProMotion adatta la frequenza di aggiornamento fino a 120 hertz, più alta quando scorri una pagina e più bassa su un’immagine ferma per consumare meno.
La luminosità dichiarata è di 1.000 nit nell’uso normale, 1.600 con i video HDR, quelli con luci e ombre più estese, e fino a 3.000 nit di picco all’aperto, il valore che ti permette di leggere un messaggio anche sotto il sole d’agosto. All’estremo opposto lo schermo scende fino a 1 nit, utile quando lo accendi a letto con la luce spenta. Sopra il pannello c’è un rivestimento antiriflesso, e il display resta always-on, con ora e notifiche visibili a telefono bloccato.
Il passo avanti che si misura meglio è la potenza, con lo stesso chip sui due modelli, l’A20 Pro, che Apple dice realizzato con «la più recente tecnologia a 2 nanometri». Il numero indica quanto sono piccoli i transistor, e più sono piccoli più il chip è potente a parità di consumi. La CPU ha 6 core, 2 per i lavori pesanti e 4 per quelli leggeri che risparmiano batteria, mentre la GPU a 7 core, il processore grafico che gestisce giochi e video, secondo Apple è fino al 40% più veloce di quella dell’A19 Pro.
I Neural Engine, i circuiti dedicati all’intelligenza artificiale, diventano due da 16 core ciascuno, e Apple parla del doppio della potenza di elaborazione AI rispetto al chip precedente. Sono dichiarazioni del produttore, e i primi benchmark, i test che misurano la velocità pura, per ora confermano il salto della grafica, mentre il doppio sull’AI resta un numero di Apple. 9to5Mac misura una CPU tra il 22 e il 27% più veloce del 17 Pro e una GPU tra il 40 e il 45%.
La camera di vapore è la lamina che porta il calore lontano dal chip, e Apple dichiara di averle dato una superficie tre volte più ampia rispetto a quella del 17 Pro, con prestazioni costanti fino al 40% più alte. In pratica, quando giochi o giri video in 4K per venti minuti, di solito il telefono rallenta per non scaldarsi troppo, e Apple promette che i 18 Pro rallentano meno. Quel 40% lo definisce «il valore più alto di sempre mai raggiunto», e resta una sua dichiarazione.
Sul calore le testate che l’hanno provato raccontano tutte la stessa cosa, un telefono che si scalda di rado e per poco, anche girando video in 4K durante un’ondata di caldo, e che nell’uso normale resta freddo. Per 9to5Mac il calore, che tre anni fa era il punto debole dell’iPhone, oggi è diventato uno dei suoi punti di forza.
La novità più raccontata della fotocamera di iPhone 18 Pro è il sensore principale da 48 megapixel con apertura variabile. Apple scrive che porta «per la prima volta su iPhone» il controllo dell’apertura del diaframma. Le fotocamere sono identiche sui due modelli in ogni voce della scheda tecnica, quindi chi deve scegliere tra 18 Pro e Pro Max non decide per le foto.
Chi ha usato una macchina fotografica lo conosce già. Il diaframma è il foro da cui entra la luce, e finora sugli iPhone aveva una misura fissa. Sui 18 Pro sei lamelle lo allargano o lo stringono su quattro posizioni, che in fotografia si scrivono f/1,48, f/1,8, f/2,8 e f/4, e più il numero è basso più il foro è largo.
Un foro largo fa entrare più luce, quindi serve di sera e sfoca lo sfondo dietro al soggetto. Un foro stretto tiene a fuoco più cose insieme, e infatti Apple indica f/4 per avere «dettagli ancora più nitidi nelle foto di gruppo», f/1,8 per i ritratti e f/1,48 per la poca luce. Il telefono sceglie da solo, ma nell’app Fotocamera le quattro aperture si possono impostare anche a mano, e Apple apre la stessa possibilità alle app di altri sviluppatori.
Le recensioni sono più fredde del comunicato. In automatico l’apertura variabile si fa notare soprattutto in due casi, di notte, quando il foro più largo permette una sensibilità più bassa e quindi foto con meno grana, e con un soggetto vicino, quando il telefono chiude il diaframma e tiene nitido anche lo sfondo. Su un paesaggio di giorno la differenza quasi non si vede, e l’apertura scelta dal telefono cambia con la scena che inquadri.
Per Engadget il salto vero arriva quando scegli tu apertura e tempo di scatto insieme, mentre su ritratti e foto notturne l’iPhone resta ancora dietro ai Pixel, anche se di meno. Un meccanismo che si muove è anche un pezzo in più che si può rompere. Durante lo smontaggio di iFixit una lamella è saltata via, e secondo iFixit un diaframma bloccato porterebbe con ogni probabilità a sostituire l’intera fotocamera principale.
Per chi fotografa da lontano il dato da guardare è il teleobiettivo, che arriva a 4x con una lunghezza equivalente a 100 millimetri. Apple lo chiama design a tetraprisma, un prisma che piega la luce dentro il telefono per ottenere uno zoom lungo in poco spessore. Il 2x e l’8x invece non hanno un obiettivo tutto loro, ritagliano l’immagine dei sensori da 48 MP e danno foto da 12 MP, che Apple definisce «di qualità ottica». Lo zoom digitale si spinge fino a 40x. L’ultra-grandangolo, anche lui da 48 MP, copre 120 gradi, utile in una stanza piccola.
Nei video si arriva al 4K in Dolby Vision, il formato HDR con colori e luci più estesi, fino a 120 fotogrammi al secondo, per slow motion fluidi in piena risoluzione. Per chi poi monta al computer ci sono i formati professionali ProRes RAW e Apple Log 2, che conservano più informazioni da correggere in post produzione. Apple aggiunge l’effetto Cinema applicabile a ripresa finita, che secondo Engadget funziona solo sui video girati con i 18 Pro e dà risultati alterni, mentre per 9to5Mac è «un cambiamento fantastico» (trad. nostra).
I nuovi Pro controls riuniscono apertura, tempo di scatto, bilanciamento del bianco e istogramma, e restano un’esclusiva dei 18 Pro anche se l’app Fotocamera ridisegnata arriva a tutti con iOS 27. CNET, ripresa da MacRumors, segnala che i comandi stanno in fondo al pannello e non si possono assegnare al tasto Controllo fotocamera.
L’ultima novità si chiama Apple Reference Image. Apple scrive che il nuovo sensore «può firmare ogni pixel che vede» per ottenere «un’immagine di riferimento inalterabile». È una modalità da attivare a parte, che salva due file e che richiede la connessione a internet. Il risultato si vede solo sui dispositivi aggiornati ai sistemi Apple di quest’anno.
Sulla batteria Apple usa parole grosse, e scrive che iPhone 18 Pro Max ha «un’autonomia senza precedenti». Sulla pagina italiana i numeri sono fino a 23 ore di utilizzo tipico per il 18 Pro e fino a 29 ore per il Pro Max, che nella sola riproduzione video arriva a 43 ore, 6 in più del 17 Pro Max secondo Apple. Per utilizzo tipico Apple intende un misto di uso attivo e passivo di app come messaggi, foto, musica, social, video, giochi e mappe.
Se leggi una recensione americana trovi numeri un po’ più alti, un’ora in più di utilizzo tipico e due di video. Il motivo è che negli Stati Uniti si vendono modelli solo eSIM, senza il carrello per la scheda fisica, e secondo Apple le versioni con la SIM fisica perdono circa due ore di riproduzione video. I telefoni italiani il carrello ce l’hanno, quindi per noi valgono i numeri italiani.
Vale lo stesso per la capacità in mAh, che Apple non dichiara. Il dato in circolazione viene dallo smontaggio di iFixit, ripreso da MacRumors, e riguarda i modelli americani, con 4.288 mAh sul 18 Pro e 5.567 mAh sul Pro Max. Rispetto ai predecessori sarebbe lo 0,8% in più sul modello piccolo e il 9,4% in più su quello grande, quindi almeno in quelle versioni la batteria è cresciuta davvero solo sul Pro Max. Sui telefoni con il carrello SIM, come quelli venduti in Italia, quei numeri non valgono.
La ricarica è diventata più veloce, ma non con quello che trovi nella confezione, dove ci sono solo il telefono e un cavo USB-C da un metro. Apple dichiara fino al 50% in circa 15 minuti su entrambi i modelli, ma con un alimentatore da 60 watt o superiore, venduto a parte. Prima, per arrivare al 50% servivano 20 minuti. Senza fili si arriva a 25 W, sia con MagSafe, l’aggancio magnetico di Apple, sia con lo standard Qi2, e con MagSafe e un alimentatore da almeno 35 W Apple dichiara il 50% in 30 minuti.
Nelle prove delle testate i risultati sono vicini a quelli dichiarati, tra il 44 e il 53% in un quarto d’ora a seconda del modello e del test, e in una prova il 50% è arrivato anche con un alimentatore da 45 W. Per il solo Pro Max Apple aggiunge che cinque minuti di cavo valgono circa sette ore di riproduzione video.
Questa riguarda solo il modello grande, e conviene saperla prima di rivenderlo o mandarlo in assistenza. In un documento di supporto pubblicato il 18 settembre Apple spiega che la batteria del Pro Max ha superato i 20 wattora (l’unità che misura l’energia immagazzinata) e che oltre quella soglia le batterie a cella singola hanno regole di spedizione più severe nella maggior parte dei Paesi. Per questo il telefono esce dalla fabbrica con la capacità limitata via software sotto i 20 Wh, e il limite sparisce quando lo attivi.
Se dopo l’attivazione devi spedirlo, per una riparazione, una permuta, un reso, un regalo o una vendita a un privato, Apple chiede di usare prima una funzione che chiama «Prepare to Ship». Si trova nelle impostazioni generali, nel menu che serve a trasferire o inizializzare l’iPhone, e scarica la batteria sotto la soglia in un tempo che va da pochi minuti a un paio d’ore, durante il quale il telefono può scaldarsi.
Per riparazioni, permute e resi il limite di carica resta poi all’80% per 14 giorni, negli altri casi lo annulli quando vuoi. Un telefono nuovo mai attivato non ne ha bisogno, e nemmeno il 18 Pro. Apple scrive che la batteria è sicura e che il passaggio serve solo a rispettare le regole di spedizione.
I 18 Pro arrivano con iOS 27, ma la nuova Siri AI, a cui molte recensioni americane dedicano spazio, in Italia oggi non c’è. Engadget la mette alla prova a lungo e MacRumors la trova molto migliorata, ma nelle note delle specifiche italiane Apple scrive: «Inizialmente, Siri AI non sarà disponibile nell’Unione Europea su iOS 27». Nei comunicati del lancio, poi, la beta parte sui dispositivi impostati in inglese, con altre cinque lingue a ottobre tra cui l’italiano non compare.
Apple Intelligence invece in italiano è disponibile, con un limite che vale la pena conoscere. Il fotoritocco intelligente, Image Playground per generare immagini e i modelli cloud dei Comandi Rapidi lavorano sui server di Apple e hanno un tetto di utilizzo giornaliero. E la stessa nota avverte che in futuro, se vorrai usarli di più, dovrai pagare.
Tra le funzioni nuove c’è iPhone Handoff, che permette di usare lo stesso numero su due iPhone. Engadget scrive che gli operatori compatibili per ora sono T-Mobile negli Stati Uniti e Telekom in Germania, e di operatori italiani al momento non si parla.
In Italia i due telefoni mantengono il carrello per la SIM fisica. La pagina Apple italiana indica la doppia SIM con una nano-SIM e una eSIM, la SIM digitale che si attiva senza scheda, oppure due eSIM insieme, mentre negli Stati Uniti e in alcuni altri Paesi i 18 Pro sono venduti solo con eSIM. Se hai ancora la scheda fisica del tuo operatore, qui la inserisci come sempre.
La novità sotto la scocca è il modem Apple C2, il componente che permette la connessione alla rete cellulare, indicato sulla pagina italiana per entrambi i modelli. Apple dichiara velocità di invio dei dati sensibilmente più alte rispetto al C1X e il 15% di energia in meno.
Il Wi-Fi è di settima generazione e il Bluetooth arriva alla versione 6, gestiti dal chip N1 progettato da Apple. La porta USB-C è di tipo USB 3, fino a 10 gigabit al secondo, quindi i video pesanti passano al computer senza attese lunghe, e dalla stessa presa esce il segnale per un monitor esterno. Nelle note della pagina italiana Apple scrive anche che SOS emergenze e Dov’è via satellite sono inclusi gratuitamente per due anni dall’attivazione del telefono.
Il prezzo di iPhone 18 Pro parte al lancio da 1.489 euro e quello del Pro Max da 1.639 euro, entrambi con 256 GB. Sono 150 euro in più dei 17 Pro, e il rincaro non è uguale per tutti. Resta di 150 euro anche sui 512 GB, sale a 400 sul terabyte e arriva a 650 sul Pro Max da 2 TB, che esce a 3.139 euro. Più memoria compri, più paghi la differenza con l’anno scorso, e i 17 Pro dal listino Apple sono già usciti.
Sul rapporto tra prezzo e novità le testate non sono d’accordo. Per TechRadar il rincaro è giustificato da un telefono «migliore in tutti i punti giusti», mentre Engadget scrive «non credo che per quei soldi si abbia più telefono» (traduzioni nostre).
Su chi dovrebbe pensarci, invece, le testate si avvicinano. Da un 17 Pro nessuna vede un motivo forte per cambiare, da un 15 o da un 16 Pro le opinioni si dividono, e da un iPhone 14 Pro o precedente il salto lo vedono tutte.
Tra i due la scelta è semplice, perché fotocamere e chip sono gli stessi. Il Pro Max ti dà lo schermo da 6,9 pollici e sei ore in più di utilizzo tipico dichiarato, 29 contro 23, e in cambio chiede 150 euro, 38 grammi in più in tasca e quel passaggio extra se un giorno lo spedisci. Il 18 Pro invece si gestisce meglio con una mano sola. E se stai aspettando il pieghevole, iPhone Duo sarà in vendita da venerdì 23 ottobre con un prezzo di lancio da 2.369 euro.
Per come la vedo io, letti i dati e le prove degli altri, questi sono due iPhone migliorati dove serviva, autonomia e gestione del calore, con una novità fotografica che oggi conta più per chi ama regolare le foto a mano che per chi scatta e basta.
Se hai un iPhone 14 Pro o più vecchio e a sera arrivi spesso con la batteria al limite.
Se fotografi spesso di sera o al chiuso e vuoi scegliere tu quanto sfocare lo sfondo dietro al soggetto.
Se giochi o giri video lunghi e vuoi un telefono che, a detta di chi l'ha provato, si scalda poco.
Se hai un iPhone 17 Pro, le testate che si sono espresse non trovano un motivo forte per cambiare.
Se usi il telefono con una mano sola e stai guardando il Pro Max, i 249 grammi sono il primo dato da pesare.
Se lo volevi per la nuova Siri AI raccontata nelle recensioni americane, in Italia per ora non c'è.