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Il nuovo Mac mini 2026 tenuto in una mano, con le due porte USB-C e il jack sul fronte
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Nuovi Mac mini ufficiali: si parte da 1.079 euro in Italia

Il nuovo Mac mini ha due chip: 950 euro di differenza, tetti di memoria e archiviazione diversi, Thunderbolt 4 su uno e 5 sull'altro. Quale conviene.

6 min di lettura 2 lettori Apple
M6 / M5 Pro
Chip
12 core / 15 core
CPU
Max 32 GB / 64 GB
Memoria
Max 2 TB / 8 TB
SSD
4 sull'M6 / 5 sull'M5 Pro
Thunderbolt
In sintesi

Apple ha rinnovato il Mac mini e la scelta vera è fra le sue due versioni, quella con chip M6 e quella con chip M5 Pro. Al lancio il listino italiano chiede 1.079 euro per la prima e 2.029 euro per la seconda, 950 euro di differenza. Quei soldi comprano più core e le porte Thunderbolt 5 al posto delle Thunderbolt 4, ma soprattutto due tetti più alti, 64 GB di memoria invece di 32 e 8 TB di archiviazione invece di 2, e i tagli grossi si pagano poi a parte. Il paradosso è che il chip di generazione più nuova, l'M6, sta sulla macchina con meno margine di crescita. Non li ho provati, e dai test aspetto un numero solo, quanto di quel «fino a 4 volte più veloce» resta sulla macchina da 1.079 euro. Per ordinare, la domanda è semplice, ti basta un piccolo desktop veloce per l'uso quotidiano o ti serve spazio per crescere.

Due Mac mini nella stessa scatola

Il 25 agosto Apple ha annunciato il nuovo Mac mini, e da fuori non lo distingueresti da quello che sostituisce. Il design resta lo stesso e il colore resta uno solo, l’argento. La novità sta tutta dentro la scocca, dove il piccolo desktop arriva in due versioni molto diverse fra loro, una con chip M6 e una con chip M5 Pro.

I preordini sono aperti e le consegne partiranno dal 22 settembre per la maggior parte delle configurazioni. Il modello con l’M6 parte da 1.079 euro al lancio, quello con l’M5 Pro da 2.029, e fra i due passano 950 euro che non comprano solo velocità.

M6 contro M5 Pro, cosa cambia nel chip

La novità di questa generazione si chiama M6, il primo chip della serie M costruito a 2 nanometri, un processo produttivo che lavora su misure più piccole, così nello stesso spazio entrano più transistor e il consumo scende. La CPU passa a 12 core contro i 10 dell’M5, il chip base della generazione precedente, e la grafica fa lo stesso salto. La banda di memoria, la velocità con cui il chip scambia i dati con la memoria, sale da 153 a 170 GB al secondo.

Per la prima volta il Neural Engine, la parte del chip dedicata ai calcoli AI, è doppio, due unità da 16 core l’una. Su questo chip Apple mette anche due promesse tutte sue, da leggere per quello che sono. Rivendica il core CPU più veloce al mondo, e annuncia che ogni core della grafica integra ora un Neural Accelerator, un acceleratore pensato per far girare i modelli AI direttamente sulla macchina (su entrambe le versioni).

Il Mac mini con M5 Pro monta un chip diverso ancora, da non confondere con l’M5 della generazione passata, e parte da una CPU a 15 core e una grafica a 16 core, e chi paga di più può salire a 18 core di CPU e 20 di grafica. L’annuncio non dice nulla su quale dei due vada più veloce nell’uso reale, perché i confronti dichiarati da Apple guardano solo al modello che va a sostituire, quello con chip M4.

Il «fino a 4 volte più veloce», letto fino alla nota

Il numero che gira di più è il 4. Apple dichiara per il Mac mini M6 una CPU fino al 40% più veloce di quella del modello precedente con M4, una grafica e un’archiviazione fino a due volte più rapide, e fino a 4 volte la velocità nelle attività AI. Numeri del produttore, e il punto sta tutto in come sono stati misurati.

La risposta sta nelle note in fondo alla pagina italiana. Il test è di luglio 2026 e confronta un Mac mini M6 di pre-produzione con un M4 in produzione, ed entrambe le macchine avevano 32 GB di memoria e 2 TB di archiviazione. La prova AI misurava il tempo di risposta a una richiesta molto lunga su un modello da 14 miliardi di parametri eseguito con LM Studio, un programma che fa girare i modelli AI direttamente sul computer.

Fatti i conti sul configuratore italiano, una configurazione così del nuovo M6, con 32 GB e 2 TB, costa 2.619 euro. Il fino a 4 volte più veloce, quindi, non è stato misurato sulla configurazione d’ingresso da 1.079 euro, ma su una che costa più del doppio. Il numero è vero, va solo letto insieme alla sua nota.

Memoria e archiviazione, i tetti che decidono

La differenza che pesa di più non è la velocità, è quanto in alto può salire ciascuno dei due. La versione M6 parte da 16 GB di memoria unificata, quella condivisa fra processore e grafica, con 256 GB di archiviazione, e può salire fino a 32 GB e 2 TB, e lì si ferma. La versione M5 Pro parte più in alto, 24 GB e 512 GB, e arriva fino a 64 GB e 8 TB.

Salire di taglio però costa parecchio, e il configuratore italiano lo dice riga per riga. Sull’M6 i 32 GB valgono 440 euro in più e i 2 TB altri 1.100. Sull’M5 Pro passare a 64 GB costa 1.100 euro, mentre gli 8 TB ne chiedono 4.180. Portato al massimo, con la CPU a 18 core, un Mac mini M5 Pro arriva a 7.529 euro.

La lettura pratica è semplice, se sai già che 32 GB o 2 TB ti andranno stretti la scelta è fatta, perché oltre quei tetti può andare solo l’M5 Pro. Se invece ci rientri comodo, questi limiti non decidono nulla e restano 950 euro da giustificare in altro modo.

Le porte, e quella che conta per l'AI

Sulla connettività i due si somigliano quasi in tutto. Davanti due porte USB-C e il jack per le cuffie, dietro tre Thunderbolt, l’HDMI e l’Ethernet, che di serie passa da 1 a 2,5 Gigabit, con l’opzione da 10 Gigabit che sul configuratore dell’M6 costa 110 euro. Tutti i modelli salgono al Wi-Fi 7 e al Bluetooth 6 e tutti supportano fino a tre schermi esterni, anche se una nota della pagina italiana avverte che la disponibilità del Wi-Fi 7 varia in base al Paese.

Quel quasi sta tutto nelle tre porte sul retro. Sul Mac mini M6 sono Thunderbolt 4, sui modelli M5 Pro sono Thunderbolt 5, la versione più recente e più veloce dello standard. Ars Technica racconta che Mac mini e Mac Studio sono diventati popolari per far girare l’AI in locale grazie alla memoria unificata, e che dall’aggiornamento macOS 26.2 di dicembre scorso più macchine si possono collegare in catena proprio via Thunderbolt 5, per eseguire modelli più grandi di quanto ne reggerebbe una sola.

Apple stessa spinge su questo uso. La pagina italiana dedica una sezione all’«AI agentica» e invita a usare «strumenti come LM Studio Bionic e Perplexity Personal Computer per creare i tuoi agenti AI», in pratica assistenti che svolgono compiti in autonomia sulla tua macchina. L’incastro curioso sta un gradino più su. Un agente su una macchina sola gira anche sull’M6, ma il passo dopo, mettere due Mac in fila per modelli che uno solo non regge, chiede il Thunderbolt 5, e proprio la versione d’ingresso non ce l’ha.

Siri AI e la nota in fondo alla pagina

In fondo alla pagina italiana del Mac mini c’è una nota che vale la lettura. Dice che Siri AI «è in arrivo entro la fine dell’anno in versione beta», la dà «Disponibile in inglese al momento del lancio» e aggiunge che «Inizialmente, Siri AI non sarà disponibile nell’Unione Europea su iOS, iPadOS e watchOS». Nell’elenco dei sistemi esclusi macOS non compare. La nota non dice cosa significhi per i Mac in Europa, riporto la clausola così com’è.

Considerazioni finali e prezzo

1.079 euro non è solo il numero del giorno, è il punto d’arrivo di una salita. A inizio gennaio il Mac mini base costava 729 euro sullo store italiano. Tra aprile e giugno è passato a 979 euro, e dal 25 agosto il nuovo base gamma parte da 1.079. Fatti i conti, in circa otto mesi il prezzo d’ingresso in Italia è salito di 350 euro, il 48% in più.

La salita non ha riguardato solo il gradino più basso. Tra giugno e agosto le due configurazioni Pro del modello precedente erano già salite, fino a 200 euro in più a seconda della versione, mentre il prezzo d’ingresso restava fermo a 979 euro.

Quello che ci fai decide quale dei due prendere. Se il Mac mini ti serve per l’uso di tutti i giorni, navigare, scrivere, sistemare foto, e i tetti da 32 GB e 2 TB non ti preoccupano, l’M6 è la scelta giusta, col chip più recente e il prezzo più basso della gamma.

Se invece lavori con modelli AI in locale, vuoi il Thunderbolt 5 o sai già che ti serviranno più memoria e più spazio, i 950 euro in più dell’M5 Pro comprano esattamente quel margine. Il giudizio sulla resa reale arriverà con le macchine in mano, ma per scegliere fra questi due i numeri del listino bastano già.

Per chi è (e per chi no)

Per chi è

Se ti serve un piccolo desktop per l'uso quotidiano al minimo della spesa, l'M6

Se lavori con modelli AI in locale o ti serve il Thunderbolt 5, l'M5 Pro

Se sai già che supererai 32 GB di memoria o 2 TB di spazio, l'M5 Pro

Non per chi

Se il budget è sotto i 1.000 euro e non rientri nella fascia Education, nessuna configurazione ci arriva

Se ti serviranno più di 64 GB di memoria, nemmeno l'M5 Pro basta

Se preferisci aspettare i test indipendenti prima di decidere

Domande frequenti

I preordini sono aperti dal 25 agosto 2026 e la disponibilità dichiarata è dal 22 settembre, per la maggior parte delle configurazioni. Sul listino italiano il Mac mini con M6 parte da 1.079 euro, quello con M5 Pro da 2.029 euro. Le configurazioni con più memoria o più archiviazione si ordinano dal configuratore e fanno salire il conto in fretta.
La differenza è nel chip e nei margini di crescita. L'M6 è il chip nuovo a 2 nanometri con CPU e GPU a 12 core, ma si ferma a 32 GB di memoria, 2 TB di archiviazione e porte Thunderbolt 4. L'M5 Pro parte da 15 core, arriva a 64 GB e 8 TB e ha le porte Thunderbolt 5. Al lancio li separano 950 euro di listino.
Apple non pubblica un numero unico per questo salto, ma nelle note tecniche della pagina italiana dichiara test che confrontano il nuovo M6 sia con l'M4 sia con un Mac mini M1 con 16 GB di memoria. Il confronto che interessa a chi ha una macchina di qualche anno fa, quindi, Apple lo ha già fatto in casa. I numeri messi in evidenza nell'annuncio, però, riguardano solo il passaggio dall'M4.
Sì, e al lancio sullo store Education italiano il Mac mini con M6 parte da 959 euro, quello con M5 Pro da 1.909. Sono 120 euro in meno del listino su entrambi, una cifra fissa e non una percentuale, quindi in proporzione lo sconto pesa molto di più sul modello base. La fascia vale per studenti universitari e neoiscritti, per i loro genitori, per docenti e personale scolastico di ogni ordine e grado, e se rientri in una di queste categorie conviene ordinare da lì invece che dal listino pieno.
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Mac mini M6 e M5 Pro