Occhiali smart Apple: il nodo è la fotocamera, cosa sappiamo
Gurman scrive che gli occhiali smart di Apple si vedranno alla WWDC 2027, un anno dopo il previsto, e che la fotocamera potrebbe non registrare nulla.
Gurman scrive che gli occhiali smart di Apple si vedranno alla WWDC 2027, un anno dopo il previsto, e che la fotocamera potrebbe non registrare nulla.
Possibile ma non confermato — fonti credibili ma mancano prove definitive.
Gli occhiali smart di Apple hanno una data, e a darla è una fonte sola. Mark Gurman, nella newsletter Power On di Bloomberg del 26 luglio, scrive che a Cupertino puntano a svelarli alla WWDC di giugno 2027, la conferenza che ogni anno apre agli sviluppatori, con la vendita entro la fine dello stesso anno. Dentro l’azienda il progetto si chiama N50, e questa non è la prima data che si sono dati.
Nel calendario di prima, gli occhiali si sarebbero dovuti vedere già nel 2026, con la vendita all’inizio del 2027, stando alla ricostruzione di DDay. Il rinvio è quindi di circa un anno, e il motivo sarebbe la privacy. Gurman riferisce che i gruppi al lavoro sul prodotto, dentro e fuori la divisione Vision di Apple, la considerano la priorità numero uno.
Nelle indiscrezioni raccolte da MacRumors e iClarified sono occhiali con altoparlanti e microfoni, buoni per ascoltare musica, rispondere alle chiamate e farsi leggere le notifiche da Siri, più funzioni di intelligenza artificiale che riconoscono gli oggetti intorno a te. Nelle lenti non ci sarà nessuno schermo, quindi niente immagini digitali sovrapposte a quello che guardi, e la realtà aumentata, dice la guida di MacRumors aggiornata a giugno, resta fuori dalla prima generazione.
Il punto ancora aperto è la fotocamera. Le testate che hanno letto il report descrivono tre strade prototipate, e nessuna sarebbe stata scelta. Un sistema fotografico completo con le protezioni di casa Apple, una fotocamera che serve solo a far vedere all’assistente il mondo intorno senza registrare né foto né video, oppure niente fotocamera del tutto. The Verge e DDay danno tutte e tre le strade come ancora aperte.
Qui ho dovuto incrociare le fonti, perché in giro si legge il contrario. Passando di sito in sito, in almeno un caso, la versione senza fotocamera è stata data per scartata. Chi il report l’ha letto non riferisce nessuna decisione, e riporta il ragionamento sul costo commerciale di quella strada, perché senza riprese gli occhiali avrebbero meno da offrire di quelli di Meta, popolari proprio perché ti lasciano fotografare da dietro le lenti. Finché Apple non sceglie, l’indecisione resta la notizia.
Sul resto il quadro è più definito. Gurman elenca protezioni che sugli altri prodotti di Apple oggi non ci sono. Una spia luminosa avvertirebbe chi ti sta davanti che stai registrando, come già fa Meta, e la fotocamera si bloccherebbe se qualcuno prova a coprirla. I dati verrebbero elaborati sull’apparecchio invece che sui server, senza riconoscimento facciale e senza registrazione continua di quello che succede intorno.
Il problema, per The Verge, sarebbe di immagine. La privacy è da più di dieci anni l’argomento su cui Apple ha costruito la sua reputazione. Lo scrive così: «Basta entrare nella stessa categoria di Meta per mettere a rischio quella reputazione, per quanto diverso sia l’approccio di Apple» (trad. nostra).
Che il timore sia concreto, da noi si è già visto. Nella ricostruzione di DDay, sui Ray-Ban del 2021 intervennero il Garante italiano e quello irlandese, e Meta dovette rafforzare la comunicazione sulla spia di registrazione. Nel 2023, sempre in quella ricostruzione, le funzioni di intelligenza artificiale della seconda generazione arrivarono in Europa più tardi che nel resto del mondo.
Negli Stati Uniti, intanto, chi li porta comincia a trovare porte chiuse. Sempre secondo DDay, lo Stato di New York ha vietato gli occhiali smart negli edifici giudiziari, con restrizioni simili dai tribunali di Philadelphia e da alcune giurisdizioni del Wisconsin. E non solo nei tribunali, visto che Royal Caribbean non li vuole nei casinò delle sue navi.
Resta la domanda che conta, se tutto questo ti cambia qualcosa. Per come la vedo io sì, ma non dove te lo aspetti. La privacy in gioco con gli occhiali smart non è la tua, è quella di chi ti sta davanti, che non ha scelto niente e spesso non si accorge nemmeno di essere inquadrato. Apple ci sta arrivando con circa un anno di ritardo sul suo stesso calendario, e prova a farne un motivo per scegliere i suoi.
Il debutto è dato per giugno 2027, ma quel calendario è già slittato una volta, e sul sito italiano di Apple non c’è ancora niente di ufficiale. Nemmeno un prezzo, visto che nessuna delle fonti che ho letto ne indica uno credibile.
Se li stai aspettando, mettici pazienza, perché il prodotto può ancora cambiare parecchio prima di arrivare sul palco, a partire proprio dalla fotocamera. Da qui alla WWDC ne sentiremo parlare spesso, e vale la pena guardare chi firma ogni nuova indiscrezione prima di prenderla per buona.
La firma è la più solida che ci sia sulle indiscrezioni Apple, e questo alla data del giugno 2027 dà un certo peso. Il prodotto invece è tutt'altra storia, perché stando a Gurman la fotocamera sarebbe ancora una domanda aperta dentro l'azienda, e la finestra di lancio sarebbe già slittata una volta. Ci credo come direzione, molto meno come calendario. Se aspetti gli occhiali di Apple, aspettali sapendo che potrebbero fare meno di quelli che compri oggi, e che sarebbe una scelta voluta.